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Il comprensorio del Mela tra sviluppo e diritto alla salute

31 ottobre 2011

 Sono forti i segnali di allarme che in questi ultimi tempi si sono levati da più parti e da più soggetti, talvolta in storico contrasto tra loro, a difesa dell’Ambiente nel ricco bacino antropico e produttivo della  Valle del Mela, e contro il Rischio Salute, ormai generalizzato e di tipo epidemiologico. Essi rivelano un dato incontrovertibile: da una parte, che è colma la misura dell’inquinamento e della sofferenza della popolazione, sottoposta allo stress di una evidente cattiva gestione degli elementi inquinanti nel territorio da parte delle Autorità responsabili; dall’altro lato, testimoniano l’ormai alta soglia di vigilanza e di attenzione da parte della cittadinanza, a Milazzo come a San Filippo e Pace del Mela, per citare i centri  più coinvolti, di una popolazione che non vuole più stare in silenzio e reclama con forza il diritto alla Salute.

L’emergenza Salute è emersa a fianco di quella occupazionale, nelle manifestazioni sindacali  che i lavoratori e le lavoratrici della RAM e dell’Edipower hanno tenuto a Milazzo e a San Filippo del Mela. Attenzione alla salute, richiesta di legalità, del rispetto delle normative e delle precauzioni perché non vengano lesi in un sol colpo il diritto al lavoro e quello alla salute e, men che mai, che questi diritti fondamentali vengano messi in contrapposizione tra di loro. Richieste che stanno andando a segno, se a Milazzo è stato precipitosamente riaperto l’Ufficio per le Aree ad Alto Rischio Ambientale, e a Pace del Mela la pacifica risoluta protesta dei Cittadini, attraverso l’approvazione del Consiglio comunale, ha aperto la via all’indizione del Referendum consultivo sull’attraversamento aereo della cittadina da parte dell’Elettrodotto Terna da 380 KV.

Emerge quindi la solidarietà sociale, il senso di appartenenza, la responsabilità verso le giovani generazioni, i bambini, elettivamente colpiti da patologie respiratorie di ogni tipo, come si rileva in maniera incontrovertibile dal rapporto del prof. Biggeri dell’Università di Palermo per mezzo di un’indagine epidemiologica del 2008 durata un intero anno presso le scuole del comprensorio; la responsabilità verso gli adulti, coinvolti in patologie tumorali anche di tipo professionale, per esposizione prolungata a fonti inquinanti.

Fanno bene i Sindaci del Comprensorio a munirsi dell’illuminato parere di Esperti ed Ambientalisti, perché sono loro, i Sindaci, la massima Autorità sanitaria nel territorio e ne portano la responsabilità. Fanno bene a porsi come soggetto terzo nell’innegabile contrasto/confronto di interessi tra l’indispensabile risanamento, da una parte, e la necessità dello sviluppo e dell’occupazione che vuol dire per buona parte del territorio, incremento dell’industrializzazione, dall’altro;questo deve essere tenuto presente anche nella funzione politico amministrativa, al momento delle Autorizzazioni, per non compiere drammatici errori di valutazione.

Non c’è alcun dubbio che le industrie provocano l’inquinamento, ma la causa vera e propria del danno è la latitanza se non la complicità delle autorità ambientali, sanitarie,  di uffici speciali  e delle istituzioni che hanno concesso o non hanno tutelato, in pratica non esercitando  il loro ruolo.

E’ vero che il diritto al  lavoro va tutelato,  ma non può sovrastare il diritto alla salute. Per questo, è necessario per i nostri Sindaci proporsi come soggetto terzo in Tavoli programmatici per lo Sviluppo e per l’Occupazione, con le Parti sociali e i Soggetti attivi sul territorio.

 Ma, nel frattempo, occorre agire speditamente per il per il risanamento con gli strumenti più funzionali, e quindi

a)      Intervenire presso il Ministero dell’Ambiente per verificare l’iter procedurale della modifica al Decreto AIA già rilasciato alla Edipower di San Filippo del Mela, chiedendo che non venga posto in essere alcuna modifica allo stesso, anzi verificare se l’azienda abbia già ottemperato alle prescrizioni scadute che sono il volano degli investimenti richiamati dalla protesta sindacale.

b)      Intervenire, a tutela dei diritti dei cittadini, sullo stato di tutti i ricorsi presentati dalle industrie presso il TAR e/o altri organi giudiziari;

c)       Verificare lo stato delle denunce ed esposti presentati dalle organizzazioni ambientaliste e dai singoli cittadini alle autorità preposte;

d)      Chiedere che le reti di monitoraggio delle emissioni e delle immissioni presenti nel territorio, siano esse private o pubbliche,  vengano gestite da un comitato di controllo dove è prevista anche la presenza di rappresentanti delle associazioni che sono intervenute nei vari iter autorizzativi.

e)      Intervenire affinché vengano, subito, resi noti i dati relativi al solo territorio dell’area ad alto rischio di crisi ambientale del comprensorio del mela  in merito ad ogni singola patologia, nonché il registro dei tumori.

Da queste Azioni, responsabili e partecipate, si può lanciare un nuovo percorso di sviluppo socio-economico del territorio che  prenda l’avvio da un vero RISANAMENTO, NELLA PIENA TUTELA DEL DIRITTO ALLA SALUTE.

                                                                                                          Elena Caragliano

Responsabile Ambiente IdV – MESSINA

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